Sicurezza sul lavoro

Lavoratori neoassunti: perché i primi giorni sono una fase critica per la sicurezza

Quando una persona entra in azienda, l’inserimento non riguarda solo contratto, orari, reparto e mansione: il tema dei lavoratori neoassunti: sicurezza nei primi giorni deve essere considerato una vera fase di prevenzione. In quei primi momenti il nuovo lavoratore deve ancora conoscere ambienti, persone, rischi specifici, procedure, DPI, percorsi interni, emergenze e referenti operativi.

  • Può avere esperienza in un’altra azienda, ma non conoscere quella realtà.
  • Può conoscere il mestiere, ma non le attrezzature presenti in quel reparto.
  • Può aver già svolto formazione, ma non sapere come applicare le regole in quel contesto.
  • Può voler dimostrare subito autonomia, ma non sapere ancora quando fermarsi e chiedere aiuto.

Per questo l’inserimento non dovrebbe essere considerato solo una fase amministrativa ma rappresenta una vera fase di prevenzione.

Il neoassunto non parte mai davvero da zero, ma non conosce ancora quel contesto

Un errore frequente è pensare che il lavoratore esperto non abbia bisogno di particolare attenzione durante l’inserimento.

“Ha già lavorato nel settore.”
“Sa già usare quelle attrezzature.”
“Conosce già i rischi.”
“Ha già fatto corsi di sicurezza.”
“È una mansione semplice.”
“Lo affianchiamo un attimo e poi parte.”

Queste frasi possono sembrare ragionevoli, ma rischiano di sottovalutare un punto essenziale: ogni azienda ha il proprio contesto operativo come gli spazi, i percorsi, le attrezzature, i colleghi, le procedure,  i tempi di lavoro, le interferenze, le abitudini del reparto, i referenti a cui rivolgersi e le modalità di segnalazione.

Un lavoratore può essere competente ma non ancora orientato e nei primi giorni questa differenza conta molto.

La sicurezza non dipende solo da ciò che la persona sa in generale ma anche da ciò che riesce ad applicare in quel luogo, con quelle persone, con quelle attrezzature e con quella organizzazione.

Il riferimento normativo: D.Lgs. 81/2008, formazione, informazione e addestramento

L’inserimento dei lavoratori neoassunti si collega direttamente agli obblighi di informazione, formazione e addestramento previsti dal D.Lgs. 81/2008.

Il D.Lgs. 81/2008 richiama la necessità di garantire ai lavoratori informazione, formazione e addestramento adeguati in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con riferimento ai rischi presenti, alle misure di prevenzione e protezione, alle procedure e ai comportamenti da adottare.

L’articolo 37 in particolare disciplina la formazione dei lavoratori e prevede che l’addestramento venga effettuato da persona esperta e sul luogo di lavoro, quando previsto. I contenuti minimi e le modalità della formazione sono definiti dagli accordi in sede di Conferenza Stato-Regioni.

Nel 2025 è stato pubblicato il nuovo Accordo Stato-Regioni in materia di formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro, finalizzato all’individuazione della durata e dei contenuti minimi dei percorsi formativi richiamati dal D.Lgs. 81/2008. Questo quadro conferma un principio operativo molto importante: la sicurezza del neoassunto non si esaurisce nella consegna di un documento o nella firma di una presa visione. Servono formazione, informazione, addestramento quando necessario, affiancamento e verifica della comprensione nel contesto reale.

Il lavoratore deve sapere cosa fare ma deve anche capire come farlo in sicurezza nel luogo in cui sta iniziando a lavorare.

Obbligo normativo, buona prassi e indicazione operativa

Anche per l’inserimento dei lavoratori neoassunti è utile distinguere tra obbligo normativo, buona prassi e indicazione operativa.

OBBLIGO NORMATIVO
Il datore di lavoro deve garantire informazione, formazione e addestramento adeguati, secondo quanto previsto dalla normativa applicabile e in relazione ai rischi dell’attività svolta, alle mansioni, alle attrezzature, alle procedure e all’organizzazione aziendale.

BUONA PRASSI
Non limitarsi alla gestione documentale dell’assunzione, ma prevedere un percorso di inserimento che accompagni il lavoratore nei primi giorni: accoglienza, spiegazione dei rischi, presentazione dei referenti, visita degli ambienti, affiancamento operativo, verifica delle procedure e possibilità di fare domande.

INDICAZIONE OPERATIVA
Prima di considerare concluso l’inserimento, chiedersi se il neoassunto sa dove andare, chi chiamare, quali DPI usare, quali attrezzature può utilizzare, quali aree sono vietate, come segnalare un’anomalia, cosa fare in emergenza e quando deve fermarsi prima di procedere. Questa distinzione aiuta a evitare un errore comune: confondere l’assunzione con l’inserimento.

L’assunzione è un atto amministrativo mentre l’inserimento è un processo organizzativo.

I primi giorni sono delicati perché il lavoratore non conosce ancora le abitudini del reparto

Molti rischi non derivano solo dalle procedure scritte ma anche da abitudini, spazi, sequenze operative, ritmi, comunicazioni informali e modalità concrete di lavoro.

Il neoassunto entra in un sistema già in movimento: i colleghi sanno dove passano i carrelli, i preposti conoscono le aree più critiche, gli operatori esperti sanno quali attrezzature richiedono più attenzione. Inoltre chi lavora da tempo riconosce rumori, segnali, anomalie e comportamenti insoliti e chi conosce il reparto sa quali percorsi evitare e a chi chiedere supporto.

Il neoassunto, invece, deve ancora costruire questa mappa. Per questo può trovarsi esposto a situazioni che altri gestiscono quasi automaticamente come un attraversamento interno, una zona di carico, un deposito temporaneo, un’attrezzatura condivisa, una procedura di blocco, un’emergenza, una lavorazione interferente, un cambio turno o una segnalazione non chiara.

La sicurezza dei primi giorni dipende molto dalla capacità dell’azienda di rendere esplicito ciò che per gli altri è ormai implicito.

L’affiancamento non è solo “stare accanto”

L’affiancamento diventa così uno degli strumenti più importanti per gestire l’inserimento di un neoassunto. Afficancare però non significa semplicemente mettere il nuovo lavoratore vicino a un collega esperto ma equivale ad accompagnarlo in modo intenzionale: chi affianca dovrebbe sapere cosa spiegare, cosa osservare, quali errori intercettare, quali domande fare e quando lasciare spazio all’autonomia.

Un buon affiancamento permette di verificare se il lavoratore:

• comprende le istruzioni ricevute;
• riconosce i rischi principali dell’attività;
• utilizza correttamente DPI e attrezzature;
• rispetta percorsi, aree e procedure;
• sa a chi rivolgersi in caso di dubbio;
• segnala anomalie, guasti o situazioni non chiare;
• evita iniziative autonome quando non ha ancora piena conoscenza del contesto.

L’affiancamento non dovrebbe essere lasciato al caso ma dovrebbe avere obiettivi chiari, tempi adeguati e un referente riconoscibile.

Il ruolo del preposto nei primi giorni

Tra le figure di riferimento il preposto ha un ruolo centrale nel rendere sicuro l’inserimento operativo: nei primi giorni il lavoratore può non conoscere ancora regole, priorità, limiti e criticità del reparto. Il preposto può aiutare a trasformare le istruzioni generali in comportamenti concreti. Il suo ruolo non è solo controllare ma è anche orientare. Il preposto infatti può verificare se il neoassunto ha compreso l’attività, se usa correttamente i DPI, se segue le procedure, se ha bisogno di ulteriore spiegazione, se sta assumendo iniziative non adeguate o se tende a imitare comportamenti non corretti dei colleghi.

Questo punto è importante.

Il neoassunto osserva molto e se vede che le regole vengono rispettate, le percepisce come parte normale del lavoro. Se vede invece che vengono aggirate, può imparare rapidamente che la procedura scritta conta meno dell’abitudine del reparto.

I primi giorni formano anche la cultura operativa del lavoratore e per questo la presenza del preposto è decisiva.

Formazione già svolta non significa inserimento completato

Un lavoratore può arrivare in azienda con attestati già disponibili e questo può essere utile, ma non deve far pensare che l’inserimento sia automaticamente concluso. La formazione generale e specifica affronta contenuti importanti, ma l’azienda deve comunque verificare la coerenza rispetto alla mansione, ai rischi presenti, alle attività effettivamente svolte e all’organizzazione interna.

Inoltre, alcune competenze richiedono un passaggio pratico: lavorare con una determinata attrezzatura, entrare in un reparto con mezzi in movimento, usare un DPI specifico, accedere a un’area tecnica, operare in quota, gestire una sostanza o una procedural, intervenire in un’attività con rischi interferenziali.

In questi casi la formazione non può restare separata dal contesto.

👉 Approfondisci l’argomento: Formazione e addestramento: differenze operative e responsabilità nella sicurezza sul lavoro

Il neoassunto deve comprendere come le regole si applicano nella sua attività quotidiana. Questo signigicaq che non basta possedere un attestato ma serve saper lavorare in sicurezza in quella realtà.

Addestramento: quando serve, deve essere concreto

L’addestramento ha poi una funzione diversa dalla formazione teorica perché serve a far acquisire abilità pratiche, comportamenti operativi e modalità corrette di utilizzo di attrezzature, DPI, procedure o sistemi di lavoro. Quando previsto, deve avvenire sul luogo di lavoro e con una persona esperta.

Questo è particolarmente importante per i neoassunti, perché il rischio spesso nasce nel passaggio tra sapere e fare. Facciamo degli esempi specifici:

  • un lavoratore può sapere che un DPI deve essere usato, ma non saperlo regolare correttamente;
  • può sapere che un’attrezzatura presenta rischi, ma non conoscere i comandi specifici;
  • può sapere che deve rispettare una procedura, ma non riconoscere i passaggi critici;
  • può sapere che deve segnalare un’anomalia, ma non sapere a chi e come.

L’addestramento riduce questa distanza e non deve essere una formalità ma rappresentare una verifica pratica dell’uso corretto e sicuro.

Le procedure devono essere spiegate nel momento in cui servono

Altro aspetto critico ha a che fare con le procedure: consegnare molte procedure al primo giorno può non essere sufficiente.

Il neoassunto infatti può ricevere tante informazioni insieme, ma non riuscire a collegarle subito al lavoro reale. Per questo le procedure devono essere spiegate anche nel momento in cui diventano operative ovvero prima:

  • di usare un’attrezzatura,
  • di entrare in un’area;
  • di movimentare un carico;
  • di svolgere un’attività non abituale;
  • di lavorare con una sostanza;
  • di usare un DPI specifico;
  • di gestire un’emergenza o una segnalazione.

Il tempo dell’informazione conta perché una spiegazione troppo astratta può essere dimenticata mentre una spiegazione collegata all’attività reale viene compresa meglio.

DPI: consegnare non significa far usare correttamente

La consegna dei DPI è spesso una delle attività previste all’ingresso del lavoratore ma la sicurezza non finisce con la firma della consegna.

Il neoassunto deve sapere:

• quando utilizzare il DPI;
• perché quel DPI è necessario;
• come indossarlo e regolarlo;
• quando sostituirlo;
• dove conservarlo;
• quali limiti ha;
• a chi segnalare problemi, rotture o incompatibilità.

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Ricorda:

  • Un DPI consegnato ma non compreso può essere usato male.
  • Un DPI percepito come fastidio può essere evitato.
  • Un DPI non adatto all’attività reale può non proteggere come previsto.

Per questo la consegna deve essere accompagnata da spiegazione, verifica e, quando necessario, addestramento.

Segnaletica, percorsi e aree vietate: ciò che è ovvio per gli altri non lo è per chi arriva

Abbiamo detto che chi lavora da anni in un’azienda conosce percorsi, accessi, uscite, aree vietate, zone di carico, punti di raccolta e presidi mentre il neoassunto no.

Per questo la segnaletica e l’orientamento iniziale hanno un ruolo importante.

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Durante l’inserimento è utile mostrare direttamente:

• dove si entra e dove si esce;
• quali percorsi pedonali usare;
• quali aree sono interdette;
• dove si trovano estintori, cassette di primo soccorso e uscite di emergenza;
• dove si trova il punto di raccolta;
• quali cartelli indicano obblighi, divieti e rischi specifici;
• quali zone richiedono autorizzazione o accompagnamento.

Non basta dire “è tutto segnalato” ma bisogna verificare che il lavoratore sappia leggere e applicare le indicazioni.

Viabilità interna e movimentazione: i primi giorni aumentano il rischio di errore

Atro aspetto da cosiderare riguarda la viabilità interna: nei magazzini, nei piazzali, nei reparti produttivi e nelle aree logistiche, i primi giorni possono essere particolarmente delicati. Il neoassunto non conosce ancora i flussi reali e può non sapere dove passano i carrelli, non riconoscere le zone cieche, non capire subito quali percorsi sono promiscui, non sapere dove attendere durante il carico o scarico oppure può attraversare un’area nel momento sbagliato e sottovalutare rumori, manovre o segnalazioni.

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La viabilità interna deve essere spiegata concretamente non solo con una planimetria ma anche con un giro operativo degli spazi perché lavoratore deve sapere dove può camminare, dove non deve sostare, quali aree richiedono attenzione e quali comportamenti sono attesi.

Emergenze: nei primi giorni bisogna sapere cosa fare, non solo dove firmare

Anche le procedure di emergenza non possono restare un’informazione generica: un neoassunto deve sapere ad esempio cosa fare se scatta un allarme, dove andare, chi seguire, quale uscita utilizzare, dove si trova il punto di raccolta e chi avvisare in caso di emergenza sanitaria, incendio, evacuazione o situazione anomala.

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Nei primi giorni dovrebbero essere chiariti almeno:

• il segnale di allarme;
• le vie di esodo;
• il punto di raccolta;
• i referenti interni;
• il comportamento in caso di infortunio o malore;
• la posizione dei presidi di emergenza;
• le modalità di segnalazione di una situazione pericolosa.

L’emergenza non attende che il lavoratore abbia completato l’inserimento e per questo le informazioni essenziali devono arrivare subito.

Primo soccorso e antincendio: il neoassunto deve conoscere i riferimenti

Il neoassunto non deve diventare addetto al primo soccorso o antincendio solo perché entra in azienda ma deve sapere chi sono i riferimenti e come attivarli.

Deve sapere a chi rivolgersi in caso di malore, infortunio, principio di incendio, evacuazione, anomalia o situazione non chiara.

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La sicurezza dei primi giorni passa anche da questo: sapere chi chiamare, dove andare e cosa non fare.

L’incertezza può far perdere tempo e un riferimento chiaro può evitare confusione.

Rischi interferenziali: il nuovo lavoratore deve capire chi opera intorno a lui

In molte aziende il neoassunto non lavora solo con colleghi interni ma può trovarsi accanto a manutentori, fornitori, autisti, imprese esterne, pulizie, tecnici, installatori o altri lavoratori temporanei.

Questo aumenta la complessità del contesto. Il neoassunto può non sapere:

• quali attività esterne sono in corso;
• quali aree sono temporaneamente interdette;
• quali percorsi sono modificati;
• chi può entrare in determinati spazi;
• quali rischi derivano dalla sovrapposizione tra attività diverse;
• chi coordina le interferenze;
• come segnalare un problema legato a una ditta esterna.

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Il neoassunto deve essere inserito anche dentro questa rete di relazioni operative. Questo perché non basta spiegare la sua mansione ma bisogna spiegare il contesto in cui la mansione si svolge.

Il rischio di imitare comportamenti sbagliati

Abbiamo già detto che nei primi giorni il lavoratore osserva come si muovono gli altri, se i DPI vengono usati, se le procedure vengono rispettate, se il preposto interviene o se le anomalie vengono segnalate. Osserva poi se le scorciatoie vengono tollerate e se la sicurezza è davvero parte del lavoro o solo un tema formale.

Questo significa che il comportamento del gruppo incide molto sull’inserimento.

Un neoassunto può imparare rapidamente buone pratiche ma può anche assorbire abitudini rischiose.

  • Se vede che una via di esodo viene usata come deposito, può considerarlo normale.
  • Se vede che un carrello passa sempre in un’area pedonale, può abituarsi al rischio.
  • Se vede che una procedura viene aggirata per fare prima, può pensare che sia accettabile.
  • Se vede che nessuno segnala un’anomalia, può non farlo nemmeno lui.

Per questo l’inserimento non riguarda solo il nuovo lavoratore ma tutta l’organizzazione.

Domande e dubbi devono essere considerati segnali positivi

Un neoassunto che fa domande non è un problema è una risorsa: nei primi giorni può non conoscere procedure, nomi, percorsi, limiti, autorizzazioni, attrezzature, tempi e modalità operative. Se non trova un ambiente in cui chiedere, può decidere di improvvisare. La cultura della sicurezza si vede anche da come l’azienda risponde ai dubbi.

Una domanda è importante perché può evitare un errore perché così come un dubbio può far emergere una procedura poco chiara, una richiesta di chiarimento può indicare che l’informazione non è stata sufficiente e una segnalazione può far vedere una criticità che i lavoratori esperti non notano più.

Durante l’inserimento è utile ripetere un messaggio semplice: se non è chiaro, fermati e chiedi.

Questo non rallenta la sicurezza ma, al contrario, la rafforza.

Neoassunti, giovani lavoratori e lavoratori stranieri

Alcuni lavoratori poi possono avere bisogni informativi ancora più specifici. Ad esempio:

  • un giovane lavoratore può avere poca esperienza del contesto produttivo;
  • un lavoratore straniero può avere difficoltà linguistiche o culturali;
  • un lavoratore somministrato può entrare in azienda per tempi brevi;
  • un lavoratore con esperienza in altro settore può sottovalutare rischi nuovi;
  • un lavoratore rientrato dopo una lunga assenza può trovare ambienti e procedure cambiati.

In questi casi l’inserimento deve essere ancora più attento: questo non significa creare percorsi complicati ma verificare la comprensione reale. Le istruzioni devono essere chiare, essenziali, comprensibili e collegate al lavoro concreto. Quando necessario, possono servire materiali visivi, affiancamento più stretto, verifica pratica e ripetizione delle informazioni principali.

La sicurezza non dipende solo da ciò che l’azienda comunica ma anche da ciò che il lavoratore comprende e applica.

Il primo giorno non basta

L’inserimento del neoassunto non dovrebbe esaurirsi quindi nel primo giorno. Il primo giorno serve per orientare, consegnare informazioni essenziali, presentare referenti e chiarire le regole principali ma alcune criticità emergono solo dopo. Quandoil lavoratore svolge l’attività da solo, cambia turno, incontra una situazione imprevista, usa una nuova attrezzatura, lavora con un collega diverso, entra in un’area meno frequentata e quando si accumulano urgenze o pressioni produttive, è utile prevedere un controllo nei giorni successivi.

Non come interrogatorio ma come verifica operativa. Chiedersi se:

  • Il lavoratore ha dubbi?
  • Ha capito i percorsi?
  • Sa usare i DPI?
  • Ha difficoltà con attrezzature o procedure?
  • Ha notato situazioni non chiare?
  • Ha bisogno di ulteriore affiancamento?

La prevenzione nei primi giorni richiede continuità.

Una checklist di inserimento può aiutare, ma non deve diventare burocrazia

Una checklist di inserimento, in questo senso, può essere molto utile perché aiuta non dimenticare passaggi importanti e rende più ordinato il percorso del neoassunto. La checklist non deve però diventare una sequenza di firme senza sostanza ma deve aiutare a verificare aspetti concreti:

• documentazione e formazione disponibili;
• mansione e attività effettive chiarite;
• rischi specifici illustrati;
• DPI consegnati, spiegati e verificati;
• procedure operative presentate;
• addestramento effettuato quando necessario;
• percorsi, emergenze e presidi mostrati;
• referenti interni indicati;
• affiancamento programmato;
• verifica nei giorni successivi prevista.

Il valore della checklist non sta nel foglio compilato ma nelle conversazioni, nelle verifiche e nelle azioni che genera.

L’inserimento deve coinvolgere più figure

La sicurezza del neoassunto non dipende da una sola persona perché:

  • Il datore di lavoro organizza il sistema.
  • Il dirigente, quando presente, garantisce coerenza con l’organizzazione.
  • Il preposto segue l’attività operativa.
  • Il RSPP supporta la valutazione e le misure di prevenzione.
  • Il medico competente interviene nei casi previsti dalla sorveglianza sanitaria.
  • Gli addetti alle emergenze hanno un ruolo nei riferimenti operativi.
  • I colleghi esperti possono facilitare l’affiancamento.
  • Il lavoratore deve partecipare attivamente, fare domande e rispettare le istruzioni ricevute.

Se l’inserimento resta affidato solo alla buona volontà del collega disponibile, il sistema è debole. Per questo serve una responsabilità organizzata.

I primi giorni indicano la cultura reale dell’azienda

Il modo in cui un’azienda accoglie un neoassunto comunica molto. Comunica se

  • la sicurezza è considerata parte del lavoro o un adempimento separato.
  • le regole valgono davvero.
  •  i dubbi sono accettati.
  • i DPI si usano sempre o solo quando qualcuno controlla.
  • le procedure vengono spiegate o solo archiviate.
  • le anomalie vengono gestite o ignorate.
  • il preposto è presente o solo nominato.

Il neoassunto impara da ciò che gli viene detto ma impara ancora di più da ciò che vede.

Per questo i primi giorni sono una fase critica, non solo per evitare errori immediati ma per costruire il modo in cui il lavoratore vivrà la sicurezza nel tempo.

Lavoratori neoassunti: prevenzione prima dell’autonomia

L’obiettivo dell’inserimento non è trattenere il lavoratore in una condizione di dipendenza è accompagnarlo verso un’autonomia sicura.

Un neoassunto deve diventare capace di lavorare con consapevolezza, riconoscere i rischi, rispettare le procedure, usare correttamente DPI e attrezzature, segnalare anomalie e chiedere supporto quando serve.

L’autonomia non dovrebbe arrivare prima della comprensione: prima si orienta, poi si affianca, si verifica, si lascia autonomia progressiva e si continua a osservare e migliorare.

Questo vale per il giovane lavoratore, per il lavoratore esperto, per chi cambia mansione, per chi rientra dopo un’assenza e per chi arriva da un’altra realtà aziendale.

I primi giorni non sono un dettaglio ma sono il momento in cui la prevenzione può diventare comportamento reale.

Neoassunti: rendere sicuri i primi giorni di lavoro

I primi giorni di lavoro sono una fase delicata per la sicurezza. Sicureos supporta le aziende nella costruzione di percorsi di inserimento chiari, coerenti con i rischi reali e collegati a formazione, addestramento, DPI, procedure, emergenze e affiancamento operativo.

  • verifica del percorso di inserimento dei lavoratori neoassunti;
  • supporto a formazione, informazione, addestramento e affiancamento operativo;
  • predisposizione di procedure, checklist, istruzioni e strumenti per rendere più sicuri i primi giorni.

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Infografica sulla sicurezza dei lavoratori neoassunti, con focus su formazione iniziale, affiancamento, ruolo del preposto, DPI, procedure di emergenza, percorsi sicuri e autonomia operativa.

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