Cultura della prevenzione

Segnalazione interna dei rischi: perché i lavoratori spesso non parlano

La segnalazione interna dei rischi è una pratica che trova molto riscontro. Per molte aziende infatti, il rischio non resta nascosto perché impossibile da vedere. Spesso resta nascosto perché, con il passare del tempo, diventa normale.

Ad esempio:

  • il transpallet che “ogni tanto si blocca”
  • il passaggio ingombro da settimane
  • la procedura aggirata per fare prima
  • il quasi incidente raccontato informalmente durante una pausa ma mai segnalato davvero.

Sono tutte situazioni che meritano attenzione.

Capita spesso infatti che, solo dopo un infortunio o un evento critico, si senta pronunciare la frase: “Era una situazione che si conosceva già” ed è proprio qui che entra in gioco uno degli aspetti più delicati della prevenzione: la segnalazione interna dei rischi da parte dei lavoratori.

Quando il rischio diventa “normale” nel lavoro quotidiano

Nella gestione della salute e sicurezza sul lavoro, la capacità di intercettare tempestivamente anomalie e criticità operative rappresenta uno degli strumenti più importanti per prevenire infortuni e situazioni di rischio. Molte problematiche infatti non nascono improvvisamente ma si sviluppano lentamente nel tempo, diventando parte della normalità operativa quotidiana. Succede, ad esempio,

  • quando un transpallet presenta da settimane problemi ai comandi ma continua comunque a essere utilizzato
  • oppure quando in magazzino alcuni passaggi rimangono costantemente ingombri perché “tanto ci si passa lo stesso”

In altri casi il problema riguarda procedure operative che vengono progressivamente aggirate per velocizzare il lavoro.

  • Pensiamo a un lavoratore che evita sistematicamente un dispositivo di sicurezza su una macchina perché rallenta la produzione,
  • oppure a operatori che utilizzano scale o attrezzature in modo improprio perché la modalità corretta viene percepita come troppo lenta o scomoda.

Solitamente queste situazioni sono perfettamente conosciute da chi lavora ogni giorno nell’attività operativa. Il problema è che non sempre vengono segnalate formalmente o gestite in modo strutturato.

Perché molti lavoratori evitano di segnalare le criticità

Le motivazioni possono essere molteplici. Alcuni lavoratori ritengono inutile segnalare una criticità perché convinti che l’azienda ne sia già a conoscenza. Altri preferiscono evitare di esporsi per timore di essere considerati “quelli che creano problemi”. In altri contesti manca semplicemente un sistema di comunicazione interno chiaro, rapido e realmente ascoltato.

È proprio in queste situazioni che il rischio tende progressivamente a normalizzarsi. La difficoltà nella segnalazione dei rischi non è quasi mai un semplice problema di superficialità o disattenzione dei lavoratori ma rappresenta invece un indicatore importante del clima aziendale e del livello reale di cultura della prevenzione presente nell’organizzazione. La qualità delle segnalazioni interne dipende infatti molto dal livello di fiducia presente in azienda.

Se il lavoratore percepisce che segnalare un problema produce ascolto, confronto e miglioramento, sarà generalmente più propenso a comunicare criticità operative e anomalie; se invece le segnalazioni vengono ignorate, minimizzate o vissute come fastidio organizzativo, il flusso informativo tende rapidamente a ridursi. È proprio in questi contesti che si sviluppa uno dei fenomeni più pericolosi nella sicurezza sul lavoro: la cosiddetta “normalizzazione del rischio”.

Una situazione potenzialmente pericolosa che si ripete quotidianamente senza conseguenze immediate smette lentamente di essere percepita come anomala. È ciò che accade quando:

  • un carrello danneggiato continua a essere usato per settimane
  • un piccolo sversamento viene gestito informalmente senza risolverne la causa
  • alcuni DPI vengono utilizzati male da tutti senza che nessuno intervenga
  • si lavora costantemente in condizioni di forte pressione operativa
  • una procedura viene abbreviata sistematicamente per rispettare i tempi

I segnali deboli che spesso precedono gli infortuni

In molte situazioni il lavoratore finisce per adattarsi alla criticità, considerandola semplicemente “parte del lavoro”. Questo fenomeno è particolarmente insidioso perché molti eventi più seri sono preceduti da piccoli segnali che tendono a essere ignorati o sottovalutati. Nella pratica operativa gli infortuni raramente arrivano senza segnali preliminari.

Prima dell’evento spesso esistono:

  • anomalie ricorrenti
  • piccoli errori tollerati
  • quasi incidenti
  • comportamenti impropri ormai abituali
  • segnalazioni informali mai trasformate in azioni concrete

Il problema è che questi segnali, proprio perché non producono immediatamente conseguenze, tendono progressivamente a perdere importanza.

Near miss e quasi incidenti: perché questi rischi non dovrebbero essere sottovalutati

Per questo motivo la segnalazione precoce delle anomalie operative rappresenta uno degli strumenti più importanti nella prevenzione. Anche i near miss, cioè i quasi incidenti che non hanno provocato danni o lesioni, possono fornire informazioni estremamente utili. In un magazzino, ad esempio, la caduta di un collo da una scaffalatura senza coinvolgere persone viene spesso archiviata come semplice inconveniente operativo. In realtà un episodio di questo tipo può indicare criticità legate allo stoccaggio, all’organizzazione degli spazi, alle modalità di prelievo o ai ritmi di lavoro.

Lo stesso vale per:

  • un mezzo che evita una collisione per pochi centimetri
  • una perdita individuata in tempo
  • un’attrezzatura che manifesta anomalie ricorrenti senza arrivare immediatamente al guasto

Il ruolo dei lavoratori, del preposto e del RLS nella gestione della sicurezza

Il coinvolgimento dei lavoratori nella gestione della sicurezza non rappresenta soltanto una buona prassi organizzativa ma costituisce un principio centrale del D.Lgs. 81/2008.

  • L’articolo 20 stabilisce infatti che ogni lavoratore deve segnalare immediatamente al Datore di Lavoro, al dirigente o al preposto eventuali condizioni di pericolo di cui venga a conoscenza durante il lavoro. Questo aspetto è particolarmente importante perché la normativa riconosce implicitamente che chi svolge concretamente l’attività lavorativa rappresenta una fonte fondamentale di informazioni per individuare rischi, anomalie e criticità operative
  • Il Testo Unico richiama inoltre più volte il tema della partecipazione attiva dei lavoratori nei processi di prevenzione. Gli articoli dedicati a informazione, formazione, consultazione e ruolo del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza evidenziano infatti come la sicurezza non possa essere gestita esclusivamente attraverso procedure formali o controlli documentali
  • Anche l’articolo 19 attribuisce al preposto un ruolo centrale nella vigilanza operativa e nella segnalazione delle condizioni di rischio, mentre l’articolo 50 riconosce al RLS specifiche funzioni di consultazione e partecipazione nella gestione della salute e sicurezza sul lavoro

Nella pratica quotidiana il preposto rappresenta spesso il primo livello di rilevazione delle anomalie operative, dei comportamenti non conformi e delle situazioni che potrebbero evolvere in rischio concreto. Parallelamente, numerosi sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro, comprese le linee guida UNI ISO 45001, attribuiscono grande importanza alla consultazione e partecipazione dei lavoratori, alla raccolta delle segnalazioni interne e all’analisi dei near miss come strumenti fondamentali per il miglioramento continuo della prevenzione.

Segnalazioni interne dei rischi: partecipazione e cultura della prevenzione

Anche la letteratura tecnica INAIL dedicata alla cultura della sicurezza, ai fattori organizzativi e ai near miss evidenzia come il coinvolgimento reale dei lavoratori rappresenti uno degli strumenti più efficaci per individuare precocemente criticità operative che spesso non emergono attraverso le sole verifiche formali. In particolare, le pubblicazioni INAIL dedicate ai “quasi incidenti” e alla gestione dei near miss sottolineano l’importanza della raccolta delle segnalazioni interne come strumento preventivo per intercettare anomalie organizzative, comportamentali e tecniche prima che evolvano in eventi infortunistici. Anche i documenti INAIL relativi alla cultura della sicurezza e ai sistemi di gestione SGSL richiamano il ruolo centrale della partecipazione attiva dei lavoratori e della comunicazione interna nei processi di prevenzione e miglioramento continuo.

Per questo motivo la gestione efficace delle segnalazioni interne non si dovrebbe soltanto considerare un adempimento organizzativo, ma uno strumento concreto per comprendere cosa accade realmente durante il lavoro quotidiano.

Perché ascoltare i lavoratori è parte della prevenzione

Molte delle informazioni più importanti sulla sicurezza emergono direttamente dal lavoro reale: chi lavora ogni giorno in un reparto produttivo, in un magazzino, in un cantiere o in un’officina conosce spesso difficoltà operative, comportamenti abituali e criticità che dall’esterno possono non essere immediatamente visibili. Per questo motivo creare un sistema di segnalazione semplice, accessibile e realmente ascoltato può aiutare le aziende a individuare problemi prima che si trasformino in eventi più gravi. La prevenzione non si costruisce soltanto attraverso DVR, procedure e controlli documentali, ma anche attraverso la capacità dell’organizzazione di ascoltare ciò che accade concretamente durante il lavoro quotidiano.

In molte situazioni i rischi non restano nascosti perché impossibili da vedere ma lo sono perché nessuno si sente davvero nelle condizioni di parlarne.

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Lavoratore in magazzino osserva situazioni di rischio non segnalate come transpallet difettoso, passaggi ingombri e near miss, evidenziando il problema della mancata comunicazione interna dei rischi sul lavoro.

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