Sicurezza sul lavoro
Scale portatili: scegliere l’accesso giusto prima di salire
Le scale portatili possono sembrare la soluzione più immediata per una manutenzione: sono disponibili, si trasportano facilmente e permettono di raggiungere il punto dell’intervento. Ma arrivare all’altezza desiderata non significa avere scelto l’attrezzatura adatta al lavoro.
Immaginiamo di dover controllare un componente sopra una porta. Prima di prendere la scala, la domanda utile è: basta osservarlo oppure occorre smontarlo, sostenerlo e utilizzare degli utensili?
La scelta dovrebbe partire dall’attività da svolgere, non dall’attrezzatura più vicina. È anche il principio richiamato da INAIL: nella messa a disposizione delle attrezzature, il datore di lavoro deve considerare il lavoro previsto e le condizioni necessarie per eseguirlo in sicurezza. Inail.it
Scale portatili: distinguere l’accesso dalla postazione di lavoro
Utilizzare una scala per raggiungere un altro livello e rimanervi sopra per svolgere una lavorazione sono due situazioni diverse: nel primo caso occorre considerare anche il passaggio dalla scala al punto di arrivo; nel secondo bisogna valutare la possibilità di mantenere una posizione adeguata durante l’intervento.
Non tutte le tipologie sono intercambiabili. Il Quaderno tecnico INAIL precisa, per esempio, che la scala doppia non è adatta come sistema di accesso a un altro luogo. Una scala in appoggio può svolgere questa funzione, ma devono essere rispettate le condizioni di stabilità, presa e utilizzo previste. Per i modelli trasformabili conta anche la configurazione ammessa dal fabbricante.
Quando è ammesso lavorare su una scala
L’articolo 71 del D.Lgs. 81/2008 richiede attrezzature adeguate al lavoro, utilizzate secondo le istruzioni e mantenute in condizioni di sicurezza. Non basta, quindi, che una scala sia integra: deve essere adatta all’impiego concreto.
Per l’impiego come posto di lavoro in quota, l’articolo 111, comma 3, stabilisce una condizione specifica: l’utilizzo di altre attrezzature più sicure deve risultare non giustificato per il limitato livello di rischio insieme alla breve durata dell’impiego, oppure per caratteristiche del sito che il datore di lavoro non può modificare.
Dire «ci vogliono pochi minuti» non è quindi sufficiente. E uno spazio occupato da materiali spostabili non può essere trattato automaticamente come una caratteristica impossibile da modificare.
La definizione normativa di lavoro in quota riguarda il rischio di caduta da un’altezza superiore a due metri rispetto a un piano stabile. Al di sotto di questa soglia restano gli obblighi di sicurezza nell’uso delle attrezzature: non è un confine tra attività pericolosa e attività priva di rischio.
Scale portatili: valutare durata, ingombri e sforzi
La sola altezza non descrive il lavoro. Prima di scegliere, è utile esaminare tre aspetti:
- Durata e ripetizione: si tratta di un controllo breve oppure di un’attività prolungata, con frequenti salite e discese?
- Materiali e utensili: occorre movimentare un oggetto ingombrante o sostenere un componente mentre si lavora?
- Posizione e sforzi: l’intervento richiede di sporgersi, esercitare forza o assumere una posizione che compromette appoggio e presa?
Le indicazioni tecniche INAIL richiamano proprio i problemi legati agli sbilanciamenti, agli sforzi e al trasporto di materiali che ostacolano una presa sicura. Sono elementi da valutare prima, non difficoltà da risolvere una volta saliti.
La stessa altezza può richiedere attrezzature diverse
Immaginiamo due manutenzioni nello stesso corridoio.
La prima consiste nell’osservare una targhetta, senza smontare elementi. La seconda richiede di rimuovere un pannello voluminoso, sostenerlo e intervenire con entrambe le mani.
La quota potrebbe essere identica, ma la seconda attività introduce esigenze diverse di spazio, appoggio e movimentazione. Questo non rende automaticamente idonea una scala per il primo intervento: mostra perché due lavori alla stessa altezza non possono essere valutati soltanto con lo stesso metro.
A seconda delle condizioni, possono risultare più adeguati un trabattello o una piattaforma di lavoro elevabile. Anche queste alternative richiedono però una verifica di accessibilità, ingombri, caratteristiche del piano di appoggio e condizioni d’impiego. Non basta sostituire il nome dell’attrezzatura per risolvere il problema.
Come buona prassi organizzativa, per gli interventi ricorrenti è utile domandarsi anche se sia possibile rendere il componente più accessibile, riducendo la necessità di lavorare in elevazione.
Scale portatili: controllare attrezzatura e ambiente
L’articolo 113 del D.Lgs. 81/2008 disciplina requisiti delle scale relativi, tra l’altro, a resistenza, stabilità e dimensioni in rapporto all’impiego. Le istruzioni del fabbricante restano un riferimento per configurazione, utilizzo e conservazione.
La verifica deve riguardare sia l’attrezzatura sia il luogo:
- Integrità: condizioni di montanti, pioli o gradini, piedini, cerniere e dispositivi di bloccaggio.
- Appoggi e spazio: superfici adeguate, possibilità di posizionamento corretto e assenza di rialzi improvvisati.
- Interferenze: porte, passaggi, persone, mezzi e altri pericoli presenti vicino alla lavorazione.
Una scala danneggiata non deve continuare a essere utilizzata. Allo stesso modo, una scala integra può risultare inadatta se il posizionamento espone a urti o instabilità.
I controlli prima dell’impiego non sostituiscono manutenzione e controlli programmati, da organizzare considerando istruzioni del fabbricante e condizioni d’uso.
👉 Approfondisci: Macchine e attrezzature: perché le protezioni non sono un ostacolo alla produzione.
Il ruolo del preposto e la preparazione degli addetti
Il preposto sovrintende all’attività e controlla l’applicazione delle direttive ricevute. Nelle manutenzioni, questo ruolo mette in relazione quanto è stato organizzato con ciò che accade durante il lavoro.
Come buona prassi, prima di un intervento diverso dal previsto è utile chiarire insieme quali operazioni saranno necessarie e se l’attrezzatura disponibile risponde ancora alle esigenze.
La preparazione degli addetti non può inoltre essere data per scontata perché la scala appare semplice. L’articolo 73 prevede informazioni, istruzioni, formazione e addestramento adeguati all’attrezzatura e alle condizioni d’impiego, comprese le situazioni anormali prevedibili.
Saper usare una scala significa anche riconoscere quando il lavoro richiede una soluzione diversa.
Scale portatili: pensare anche alla discesa e all’assistenza
La valutazione deve accompagnare l’intera attività: raggiungere il punto, eseguire il lavoro e tornare a terra. La gestione dei materiali non deve compromettere appoggio e presa durante salita e discesa.
Sul piano organizzativo, è utile chiedersi anche come attivare assistenza se una persona non riesce a proseguire o a scendere. Non significa improvvisare un recupero, ma considerare l’emergenza prima dell’intervento, soprattutto nei punti difficili da raggiungere.
👉 Approfondisci: Lavori in quota: perché il recupero dell’operatore va previsto prima dell’emergenza.
Scegliere prima, non adattarsi dopo
La domanda conclusiva non è soltanto «la scala arriva fin lì?».
È: «Questa attrezzatura permette di svolgere tutte le operazioni previste, nelle condizioni reali del luogo?»
L’obbligo riguarda l’adeguatezza e la sicurezza dell’attrezzatura. La buona prassi consiste nell’organizzare la scelta prima dell’intervento, lasciando spazio per valutare alternative e difficoltà: la prevenzione comincia prima di salire, quando è ancora possibile cambiare soluzione.
Scale portatili: la scelta è adatta alle tue manutenzioni?
Sicureos affianca le aziende nella valutazione dei rischi e nell’organizzazione delle attività, collegando attrezzature, ambienti di lavoro e preparazione degli addetti.
- Analisi degli accessi e delle operazioni da svolgere in elevazione.
- Valutazione delle attrezzature e delle misure di prevenzione.
- Supporto nella definizione di procedure, formazione e addestramento.



