Normativa

Piano nazionale di prevenzione 2026-2030: nuovi obiettivi per la salute e sicurezza

Il Piano nazionale di prevenzione 2026-2030 stabilisce le linee guida che orienteranno gli interventi di salute e sicurezza sul lavoro nei prossimi anni. Questo piano, atteso per entrare in vigore nel 2026, prevede una strategia integrata e coordinata tra istituzioni, enti di previdenza e imprese, per rafforzare la cultura della prevenzione e migliorare la tutela dei lavoratori.  L’obiettivo è creare una cornice stabile che superi l’approccio meramente reattivo — legato cioè agli infortuni — e promuova un sistema di prevenzione strutturato, con risorse dedicate, formazione aggiornata, monitoraggio costante e coinvolgimento attivo di tutti gli attori: dalle aziende ai lavoratori, dalle istituzioni agli enti di controllo.

Dal 2026: incentivi e penalizzazioni secondo performance di sicurezza

Una delle novità più rilevanti derivanti dal decreto 2025 riguarda il sistema di incentivi e penalizzazioni gestito dall’INAIL. A partire dal 2026, i premi assicurativi potranno essere modulati in base ai risultati di sicurezza effettivi delle imprese: chi dimostra un’ottima gestione della prevenzione — basso tasso di infortuni, corretta segnalazione di “near miss”, buona organizzazione dei sistemi HSE — potrà beneficiare di una riduzione dei premi. Al contrario, aziende con gravi violazioni o scarsa conformità rischiano esclusione da agevolazioni e sanzioni. Questa novità cambia profondamente l’approccio: la sicurezza non è più solo un obbligo, ma anche — per le realtà responsabili — un vantaggio economico. È un incentivo concreto per costruire una cultura della prevenzione in modo sistematico e duraturo.

Formazione e prevenzione: in arrivo nuove regole e strumenti digitali

Con l’entrata in vigore del nuovo Accordo Stato‑Regioni 2025 su formazione sicurezza, le modalità di formazione sulla sicurezza sul lavoro subiscono una revisione radicale, con standard unificati su tutto il territorio. Questo significa che ruoli differenti (dipendenti, supervisori, RSPP, datori di lavoro) avranno obblighi formativi chiari e coerenti. Il periodo transitorio previsto dall’accordo rende il 2026 un anno chiave per assicurarsi di essere in regola: entro maggio 2026 sarà necessario avere avviato — secondo le nuove regole — la formazione obbligatoria aggiornata. Questo passaggio è fondamentale non solo per rispettare la normativa, ma anche per rendere effettivo il sistema di prevenzione pensato dal legislatore. Parallelamente, la necessità di garantire tracciabilità e trasparenza — sia dei processi formativi, sia delle analisi dei rischi e dei «near miss» — si rafforza, con l’impegno delle istituzioni nel promuovere strumenti digitali di monitoraggio e registrazione.

Focus su appalti, cantieri e grandi opere: complici del 2026, anche eventi come le Olimpiadi

Tra le aree su cui il 2026 porterà un’attenzione particolare c’è quella degli appalti, dei subappalti e dei grandi cantieri. In questo contesto, il recente accordo tra entità istituzionali e parti sociali — siglato anche da INL, Regione Lombardia e INAIL Lombardia — mira a intensificare formazione, vigilanza e prevenzione nei luoghi di lavoro legati a grandi opere pubbliche e private. Questo accordo copre anche i cantieri legati a eventi internazionali come le Milano Cortina 2026. Il 2026 quindi non sarà solo l’anno di applicazione delle nuove regole, ma anche un banco di prova per l’efficacia del nuovo sistema di controllo e prevenzione, nella gestione di interventi di grande scala. Per le imprese coinvolte, sarà fondamentale rispettare le nuove procedure, documentare ogni passaggio e garantire la massima trasparenza nella scelta e nella formazione del personale.

Il 2026 come momento di prevenzione: cosa aspettarsi nel concreto

Nel corso del 2026 è lecito aspettarsi un’accelerazione normativa, nuovi provvedimenti attuativi, linee guida operative e, non da ultimo, un aumento delle attività di vigilanza. Le imprese, i consulenti e i professionisti HSE dovranno adeguarsi non solo a obblighi formali, ma costruire una gestione proattiva della sicurezza: non solo per rispettare la legge, ma per tutelare davvero i lavoratori. Inoltre, l’introduzione di meccanismi premiali e la centralità della formazione e della documentazione potrebbero favorire una vera cultura della prevenzione, facendo della sicurezza non un costo ma un valore aziendale.

(fonte immagine: Freepik) 

formazione avanzata e piano prevenzione

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