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I controlli ispettivi nel 2025: cosa stanno verificando davvero

Quando si parla di controlli ispettivi in materia di sicurezza sul lavoro la prima domanda che molte aziende si pongono è sempre la stessa: “Abbiamo tutti i documenti in regola?”

DVR aggiornato, attestati di formazione, nomine delle figure della prevenzione, registri e procedure sono certamente elementi fondamentali del sistema di sicurezza. Negli ultimi anni, però, il modo in cui vengono condotte le verifiche ispettive si è progressivamente evoluto. Sempre più spesso l’attenzione degli organi di vigilanza non si limita alla presenza formale dei documenti ma si concentra su un aspetto più sostanziale: come il sistema di prevenzione funziona davvero nella pratica quotidiana.

In altre parole durante un controllo non si verifica soltanto se il sistema di sicurezza esiste sulla carta ma se è realmente integrato nel modo in cui il lavoro viene svolto ogni giorno.

Come stanno cambiando i controlli ispettivi sulla sicurezza

I controlli in materia di salute e sicurezza sul lavoro sono svolti principalmente da diversi enti istituzionali, tra cui:

  • le Aziende Sanitarie Locali (ASL), attraverso i servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro;
  • l’Ispettorato Nazionale del Lavoro;
  • altri organismi competenti per specifici ambiti di attività.

Negli ultimi anni l’attività ispettiva si è orientata sempre di più verso una verifica complessiva del sistema di prevenzione aziendale.

Accanto al controllo della documentazione obbligatoria nel corso di un sopralluogo possono essere osservati diversi aspetti della vita operativa dell’organizzazione: l’organizzazione delle attività, la gestione concreta dei rischi, il ruolo delle figure della prevenzione e la coerenza tra ciò che è previsto nei documenti e ciò che accade realmente nei luoghi di lavoro.

Questo approccio infatti consente agli organi di vigilanza di comprendere se il sistema di sicurezza è effettivamente applicato oppure se rimane prevalentemente formale: i dati pubblicati periodicamente dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro mostrano come una parte significativa delle verifiche ispettive in materia di sicurezza sul lavoro porti all’individuazione di irregolarità legate non soltanto alla documentazione ma anche alla concreta applicazione delle misure di prevenzione nei luoghi di lavoro.

La distanza tra sistema formale e lavoro reale

Uno degli elementi che emerge con maggiore evidenza durante i controlli ispettivi riguarda la coerenza tra sistema formale e lavoro reale: può accadere infatti che un’azienda disponga di tutta la documentazione prevista dalla normativa e che, allo stesso tempo, emergano criticità legate alla gestione concreta delle attività.

Tra gli aspetti che vengono spesso osservati durante le verifiche rientrano ad esempio:

  • la corrispondenza tra la valutazione dei rischi e le attività effettivamente svolte;
  • la presenza reale delle misure di prevenzione previste nei documenti;
  • il livello di consapevolezza dei lavoratori rispetto ai rischi presenti;
  • il ruolo operativo delle figure della prevenzione, come dirigenti e preposti;
  • la gestione delle criticità operative che emergono durante il lavoro quotidiano.

Due esempi concreti di verifiche ispettive

Per comprendere meglio questo aspetto può essere utile immaginare alcune situazioni che si verificano durante i sopralluoghi ispettivi. Giusto un paio di esempi esplicativi:

  • in un’azienda di logistica il documento di valutazione dei rischi descrive correttamente i rischi legati alla movimentazione dei carichi con carrelli elevatori. Durante il sopralluogo però l’ispettore osserva che in alcune aree operative i percorsi tra pedoni e mezzi non risultano chiaramente separati e che le modalità di circolazione dei mezzi non sono sempre coerenti con quanto previsto dalle procedure aziendali.
  • in un contesto produttivo la documentazione aziendale riporta correttamente l’organizzazione delle responsabilità in materia di sicurezza. Durante il controllo però emerge che i lavoratori fanno riferimento esclusivamente ai responsabili di reparto per la gestione delle attività quotidiane, mentre il ruolo dei preposti nella vigilanza operativa non appare pienamente riconosciuto o compreso.

Il ruolo dei preposti nella vigilanza operativa

In diversi contesti ispettivi assume poi particolare rilevanza anche il ruolo dei preposti nella vigilanza operativa. La loro presenza effettiva nell’organizzazione del lavoro e la capacità di intervenire nelle situazioni di rischio rappresentano elementi che consentono di comprendere se il sistema di prevenzione è realmente attivo.

Situazioni di questo tipo non riguardano necessariamente la mancanza di documenti ma piuttosto la distanza che talvolta può crearsi tra il sistema di prevenzione formalmente definito e le modalità con cui il lavoro si svolge realmente.

Negli ultimi anni sta assumendo particolare rilevanza anche la capacità dell’organizzazione di intercettare e gestire i segnali che provengono dal lavoro quotidiano: criticità operative ricorrenti, scostamenti tra procedure e prassi reali, eventi mancati o anomalie organizzative.

La presenza di questi elementi non rappresenta necessariamente un problema in sé: ciò che diventa significativo è il modo in cui l’organizzazione è in grado di riconoscerli e utilizzarli per migliorare il proprio sistema di sicurezza.

Il quadro normativo dei controlli sulla sicurezza

Il sistema dei controlli ispettivi trova il proprio riferimento nel quadro normativo definito dal D.Lgs. 81/2008, che attribuisce agli organi di vigilanza il compito di verificare l’applicazione delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

La normativa prevede che il datore di lavoro organizzi il sistema di prevenzione attraverso diversi strumenti, tra cui:

  • la valutazione dei rischi;
  • l’adozione di misure di prevenzione e protezione adeguate;
  • la formazione e l’informazione dei lavoratori;
  • l’organizzazione dei ruoli e delle responsabilità.

L’obiettivo dei controlli non è soltanto verificare l’esistenza di questi elementi ma comprendere se il sistema di prevenzione risulti effettivamente adeguato alle condizioni di lavoro e all’organizzazione delle attività.

In questo senso l’attività ispettiva rappresenta anche uno strumento attraverso il quale viene verificata la capacità dell’organizzazione di mantenere nel tempo un sistema di sicurezza coerente con l’evoluzione del lavoro.

I controlli ispettivi come occasione di miglioramento

I controlli ispettivi quindi non dovrebbero essere letti esclusivamente come un momento di verifica formale o come un rischio da evitare ma possono rappresentare anche un’occasione per interrogarsi sul funzionamento reale del proprio sistema di prevenzione.

In questo senso i controlli ispettivi non riguardano soltanto il rispetto degli adempimenti normativi ma possono offrire anche una fotografia del livello di maturità del sistema di prevenzione e della cultura della sicurezza presente all’interno dell’organizzazione.

La domanda utile, concludendo, non è soltanto se tutta la documentazione sia formalmente presente ma, come spesso indichiamo, se il sistema di sicurezza sia effettivamente integrato nelle attività quotidiane dell’organizzazione: è proprio questa coerenza tra sistema formale e lavoro reale che consente, nel tempo, di costruire una prevenzione più solida e consapevole.

Per approfondire come organizzare correttamente il sistema di prevenzione aziendale e mantenere nel tempo un sistema di sicurezza coerente con l’evoluzione del lavoro e con le verifiche degli organi di vigilanza, consulta la pagina dedicata ai servizi di consulenza sulla sicurezza sul lavoro di Sicureos:

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Controllo ispettivo sulla sicurezza sul lavoro in un magazzino logistico con carrelli elevatori e lavoratori a piedi per verificare la separazione tra mezzi e pedoni.

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