Normativa

DL 159/2025 e sicurezza sul lavoro: perché la formazione “di carta” non basta più

Per anni la formazione sulla sicurezza sul lavoro è stata trattata come un adempimento da spuntare, un obbligo da assolvere, una carta da francobollare: un corso svolto, un attestato archiviato, una firma in più nel fascicolo aziendale. Il DL 159/2025, oggi legge dello Stato, cambia il quadro di riferimento del fare sicurezza perché introduce un principio destinato a incidere profondamente sull’organizzazione aziendale: la formazione efficace non è quella che esiste sulla carta, ma quella che incide davvero sul lavoro reale.

Formazione fatta e formazione efficace: due cose diverse

Molte aziende possono dimostrare di aver “fatto la formazione”. Molte meno però possono realmente dimostrare che quella formazione:

  • è stata compresa
  • è stata applicata
  • ha modificato concretamente i comportamenti operativi

Il DL 159/2025 interviene proprio su questa distanza, rafforzando i meccanismi di tracciabilità, di controllo e di verifica, ma soprattutto spostando l’attenzione dalla presenza dell’attestato alla qualità del processo di formazione.

Perché la “formazione di carta” è diventata un problema

La formazione puramente formale crea infatti una falsa sensazione di sicurezza: quando sulla carta tutto è in ordine, si vive nella falsa illusione di essere in regola e in grado di saper gestire gli imprevisti nel migliore dei modi. Nella pratica quotidiana continuano a emergere criticità ricorrenti come:

  • procedure non rispettate
  • comportamenti consolidati ma non sicuri
  • scelte operative incoerenti con quanto insegnato in aula
  • preposti e responsabili lasciati soli nella gestione del rischio

Il problema non è il corso in sé ma il fatto che la formazione non sia integrata nell’organizzazione del lavoro.

Cosa cambia con il DL 159/2025 nella formazione sulla sicurezza sul lavoro

Da adesso in poi le cose sono destinate a cambiare. Il decreto rafforza infatti un principio già presente nel sistema normativo, ma spesso ignorato: la formazione deve essere tempestiva, tracciabile, coerente con i rischi reali e verificabile nella sua efficacia all’interno dell’organizzazione della sicurezza sul lavoro.

Non basta più dimostrare che il lavoratore ha “frequentato” un corso. Conta:

  • quando è stato formato
  • su quali rischi specifici
  • con quali modalità
  • e soprattutto se quelle conoscenze si applicano sul campo

In questo senso, il DL 159/2025 diventa uno strumento che rende visibili le incoerenze tra organizzazione dichiarata e gestione reale della sicurezza.

Il ruolo chiave di datori di lavoro, dirigenti e preposti

Un altro aspetto centrale della nuova normativa riguarda le responsabilità. La formazione non è un evento isolato demandato a un fornitore esterno, ma una scelta organizzativa che coinvolge direttamente datore di lavoro, dirigenti e preposti.

Quando la formazione è scollegata dal ciclo produttivo:

  • i lavoratori la percepiscono come inutile
  • i preposti faticano a far rispettare procedure che non sentono proprie
  • l’azienda perde uno dei principali strumenti di prevenzione

Il DL 159/2025 spinge invece verso una formazione che accompagni il lavoro, lo anticipi e lo corregga nel tempo.

Formazione e controlli: un legame sempre più stretto

Con l’intensificazione dei controlli e il rafforzamento degli organi ispettivi, la formazione “di carta” diventa anche un fattore di rischio. In caso di verifica infatti non è sufficiente esibire attestati: emerge rapidamente se la formazione è stata progettata in modo coerente con i rischi presenti o se è stata trattata come un semplice obbligo amministrativo.

In questi casi, la distanza tra ciò che è scritto e ciò che accade realmente sul posto di lavoro diventa evidente.

La formazione come parte del processo di prevenzione

La vera sfida, oggi, non è più quindi fare corsi, ma fare formazione meglio.
Questo significa:

  • collegarla alla valutazione dei rischi
  • adattarla all’organizzazione reale del lavoro
  • aggiornarla quando cambiano attività, attrezzature o contesto
  • verificarne l’efficacia nel tempo

Solo così la formazione smette di essere “di carta” e diventa uno strumento concreto di prevenzione.

Il DL 159/2025 non introduce l’ennesimo obbligo formativo, ma mette in crisi un modello vecchio e stantio che per troppo tempo ha funzionato solo formalmente. La sicurezza sul lavoro non migliora perché esistono attestati, migliora solo quando la formazione è parte integrante dell’organizzazione, della pianificazione e del controllo delle attività.

La formazione di carta, oggi, non è più solo inefficace: è un rischio reale per la sicurezza sul lavoro.

(credits: Freepik) 

La formazione sulla sicurezza non è un attestato, ma una scelta organizzativa. Per essere efficace, si deve progettare sui rischi reali e integrare nel lavoro quotidiano e verificabile nel tempo.

Sicureos affianca le aziende con percorsi di formazione e consulenza sulla sicurezza sul lavoro pensati per superare la logica della “formazione di carta” e costruire sistemi di prevenzione realmente sostenibili.

👉 Approfondisci i servizi di consulenza e formazione sulla sicurezza sul lavoro 

Dispositivi di protezione individuale e checklist di sicurezza sul lavoro su superficie industriale, simbolo della prevenzione e della formazione efficace oltre la semplice documentazione.

Vuoi saperne di più su un corso o cerchi una consulenza personalizzata?

COntattaci e ti risponderemo il prima possibile