Cultura della prevenzione
Stress lavoro-correlato: obbligo normativo o rischio sottovalutato?
Quando si parla di sicurezza sul lavoro il pensiero corre quasi sempre ai rischi più visibili: macchinari, cadute, rumore, sostanze chimiche. Esiste però un rischio molto meno evidente che può incidere profondamente sulla salute delle persone e sull’organizzazione del lavoro: lo stress lavoro-correlato.
Non si tratta però solo di una questione di benessere individuale poiché in molti casi è un fattore che può influenzare anche la sicurezza operativa e la qualità del lavoro. Eppure, nelle aziende, questo rischio è spesso percepito come qualcosa di difficile da individuare o da gestire. Il risultato è che solitamente viene affrontato formalmente nei documenti ma raramente analizzato nei suoi effetti concreti sull’organizzazione del lavoro.
Perché oggi si parla sempre più di rischi psicosociali
Negli ultimi anni l’attenzione verso i rischi psicosociali nei luoghi di lavoro è cresciuta anche a livello europeo. Secondo numerosi studi e analisi dell’EU-OSHA, fattori come pressione sui tempi, carichi di lavoro eccessivi, scarsa chiarezza nei ruoli o mancanza di supporto organizzativo possono incidere sulla salute dei lavoratori e sulla sicurezza complessiva dell’ambiente di lavoro.
Lo stress lavoro-correlato non coincide con il normale impegno richiesto dal lavoro ma si manifesta quando le richieste lavorative superano in modo continuativo le risorse o le capacità delle persone di affrontarle.
Questo può accadere in situazioni molto diverse tra loro.
Per esempio:
- un lavoratore che gestisce contemporaneamente più attività urgenti senza priorità chiare con continue interruzioni e pressioni sui tempi
- un operatore che lavora con turni molto variabili con difficoltà a recuperare adeguatamente tra una giornata di lavoro e l’altra
- un impiegato che riceve indicazioni contrastanti da più responsabili senza una chiara definizione dei compiti
- un lavoratore che opera in un contesto organizzativo in continua riorganizzazione con cambiamenti frequenti di procedure e responsabilità
In questi casi il problema non è la singola giornata di lavoro impegnativa ma la ripetizione nel tempo di condizioni organizzative che generano tensione e affaticamento mentale.
Come lo stress può influenzare sicurezza e qualità del lavoro
Lo stress lavoro-correlato quindi non è solo un tema legato al benessere aziendale ma rientra a pieno titolo tra i fattori che possono incidere sulla sicurezza e sulla qualità del lavoro.
Quando il carico mentale diventa eccessivo o persistente possono verificarsi effetti che hanno anche implicazioni operative.
Ad esempio:
- diminuzione dell’attenzione durante attività che richiedono concentrazione
- aumento della probabilità di errore nelle attività ripetitive o complesse
- difficoltà di comunicazione tra colleghi o reparti
- maggiore affaticamento nelle attività che richiedono precisione o responsabilità decisionale
Un esempio concreto può essere quello di un lavoratore che opera in un magazzino o in una linea produttiva con tempi molto serrati. Se la pressione operativa è costante e non accompagnata da un’organizzazione chiara del lavoro il livello di attenzione può ridursi aumentando la probabilità di errori o comportamenti non corretti.
Allo stesso modo, in attività amministrative o gestionali caratterizzate da continue scadenze e interruzioni, la difficoltà di concentrazione può portare a errori nella gestione delle informazioni o delle procedure. Per questo motivo la gestione dello stress lavoro-correlato non riguarda solo il singolo lavoratore ma coinvolge l’organizzazione del lavoro nel suo complesso.
Stress lavoro-correlato e valutazione dei rischi: cosa prevede la normativa
Nel sistema italiano di tutela della salute e sicurezza sul lavoro lo stress lavoro-correlato è esplicitamente considerato tra i rischi da valutare. L’articolo 28 del D.Lgs. 81/2008 stabilisce infatti che la valutazione dei rischi deve riguardare tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori compresi quelli collegati allo stress lavoro-correlato.
Questo orientamento deriva anche dall’Accordo europeo sullo stress lavoro-correlato del 2004 che ha introdotto a livello europeo il principio secondo cui le condizioni organizzative di lavoro possono influenzare la salute e la sicurezza delle persone. Per supportare le aziende nell’analisi di questo rischio INAIL ha sviluppato nel tempo specifiche metodologie e strumenti operativi.
Queste consentono di individuare e monitorare i fattori organizzativi potenzialmente critici.
È importante ricordare che la normativa non richiede di eliminare ogni possibile fonte di stress ma di considerare e analizzare questo rischio nell’ambito della valutazione dei rischi aziendale.
Perché affrontare lo stress lavoro-correlato significa rafforzare la prevenzione
Lo stress lavoro-correlato è spesso meno visibile rispetto ad altri rischi professionali ma questo non significa che sia meno rilevante.
Molte situazioni di affaticamento, errori ripetuti o difficoltà organizzative possono avere origine proprio in fattori organizzativi non adeguatamente analizzati. Per questo motivo la prevenzione non riguarda solo attrezzature o procedure tecniche ma anche il modo in cui il lavoro viene organizzato, distribuito e gestito nel tempo.
Comprendere questi aspetti aiuta aziende, RSPP e responsabili organizzativi a sviluppare ambienti di lavoro più equilibrati e sistemi di prevenzione più efficaci. Approfondire il tema dello stress lavoro-correlato significa quindi non solo rispettare un obbligo normativo ma anche rafforzare la cultura della sicurezza all’interno dell’organizzazione.
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