Sicurezza sul lavoro
Perché molte valutazioni dei rischi non producono prevenzione reale
In molte aziende il Documento di Valutazione dei Rischi è presente, aggiornato e formalmente corretto eppure nella pratica quotidiana la prevenzione non sempre funziona come dovrebbe. Come mai? Gli stessi problemi si ripetono, le criticità emergono solo dopo un evento e il DVR resta spesso un documento consultato raramente: questo però non significa che la valutazione dei rischi sia inutile ma che non sempre viene utilizzata nel modo giusto.
Il fraintendimento più comune sulla valutazione dei rischi
Uno degli errori più diffusi è quello di considerare la valutazione dei rischi come un adempimento da “chiudere a tutti i costi” e una volta redatto il documento si ha la sensazione di aver assolto all’obbligo. In realtà, la valutazione dei rischi nasce proprio per supportare le decisioni da dover prendere e non per produrre carta: quando viene vista solo come un adempimento formale o un requisito minimo da adottare perde di fatto la sua funzione principale ovvero quella di aiutare l’azienda a capire dove intervenire davvero.
Valutare non significa solo descrivere
Molte valutazioni si limitano infatti a descrivere i rischi in modo generico:
- elenchi standard
- formule ripetute
- misure teoricamente corrette ma poco legate al contesto reale
Descrivere un rischio però non equivale a comprenderlo: una valutazione efficace dovrebbe aiutare a rispondere ad una serie di domande concrete. Vediamone alcune:
- dove il rischio è più probabile?
- quando si manifesta?
- quali attività lo amplificano?
- quali misure sono davvero applicabili?
Quando le risposte a queste domande scarseggiano allora la prevenzione resta solo sulla carta.
Quando la valutazione non dialoga con l’organizzazione
Un altro limite frequente è poi la scarsa connessione tra valutazione dei rischi e organizzazione del lavoro: se turni, carichi di lavoro, tempi operativi, pressioni produttive, cambiamenti organizzativi non entrano nella valutazione il DVR descrive un’azienda “ideale”, non quella reale che abbiamo tra le nostre mani.
Il risultato è quindi una prevenzione teorica, difficile da applicare e poco efficace nel tempo.
Il ruolo delle persone nella valutazione dei rischi
Di conseguenza la valutazione dei rischi funziona meglio quando non è calata dall’alto. Di fatto il contributo di chi lavora ogni giorno nelle attività operative permette di:
- individuare criticità concrete
- segnalare situazioni sottovalutate
- rendere le misure più realistiche
Questo non significa trasferire responsabilità ma anzi permette di rafforzare la qualità della valutazione perché una valutazione costruita senza ascolto rischia di essere corretta dal punto di vista formale ma debole dal punto di vista preventivo.
Valutazione dei rischi come processo, non come fotografia
I rischi infatti cambiano nel tempo perché cambiano le persone, le attività e le condizioni di lavoro. Per questo, la valutazione dei rischi non può essere una fotografia statica ma deve adattarsi sartorialmente all’azienda: aggiornare non significa semplicemente “rifare il documento” ma verificare se ciò che è stato previsto funziona ancora. La valutazione diventa così parte di un processo di miglioramento continuo e coerente con quanto previsto dalla normativa.
Cosa cambia quando la valutazione funziona davvero
Quando la valutazione dei rischi è usata come strumento di gestione:
- supporta le decisioni organizzative
- aiuta a prevenire prima che i problemi emergano
- riduce interventi tardivi ed emergenziali
- aumenta la consapevolezza interna
In questo caso il DVR smette di essere un obbligo da dimostrare e diventa un vero alleato della prevenzione. La valutazione dei rischi non serve quindi a dimostrare di essere “a posto” ma a capire dove intervenire davvero per migliorare la sicurezza nel lavoro quotidiano. Quando viene trattata come un processo e non come un documento, la prevenzione smette di essere teorica e inizia a funzionare.
Se la valutazione dei rischi è uno strumento centrale per la prevenzione, è importante che sia costruita sulla reale organizzazione del lavoro e non ridotta a un adempimento formale.
Sul nostro sito trovi una pagina di approfondimento dedicata al Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), pensata per chiarire:
-
che cos’è realmente il DVR
-
quando è obbligatorio
-
perché deve essere aggiornato nel tempo
-
in che modo può supportare concretamente la gestione della sicurezza in azienda
(fonte immagine: Freepik)


