Sicurezza sul lavoro

La sicurezza sul lavoro non fallisce all’improvviso

Quando avviene un infortunio grave o addirittura mortale, la spiegazione più ricorrente tende ad essere spesso la più rassicurante: un errore umano, una distrazione, una fatalità.

In realtà, chi lavora seriamente nella sicurezza sul lavoro e nella prevenzione degli infortuni sa bene che la sicurezza non fallisce mai all’improvviso. Fallisce un pezzetto alla volta, giorno dopo giorno, nel tempo, quando le criticità diventano abitudine e l’organizzazione smette di interrogarsi sul metodo di lavoro e sulle procedure utilizzate.

Gli incidenti sul lavoro non nascono dal nulla

Le analisi degli infortuni, comprese quelle condotte negli anni da INAIL attraverso il sistema Infor.MO, mostrano una dinamica tristemente ricorrente: gli eventi più gravi sono quasi sempre preceduti da segnali deboli, noti e spesso tollerati:

  • procedure non applicate fino in fondo
  • attrezzature utilizzate “come si è sempre fatto”
  • situazioni borderline che non hanno ancora prodotto conseguenze
  • mancanze organizzative compensate con l’esperienza dei lavoratori

Finché tutto “regge”, il problema sembra non esistere ma la prevenzione non funziona per assenza di eventi: la prevenzione è la capacità di intercettare le deviazioni prima che queste producano danni.

La normalizzazione delle criticità nella sicurezza sul lavoro

Uno dei meccanismi più pericolosi è la normalizzazione del rischio.

Succede quando:

  • una procedura viene sistematicamente aggirata perché “poco pratica”
  • una misura di sicurezza viene considerata eccessiva rispetto ai tempi di lavoro
  • un comportamento non conforme viene tollerato perché non ha mai causato problemi

Nel tempo, ciò che nasce come eccezione diventa regola e quando si palesa l’evento, viene percepito come improvviso, anche se era già stato ampiamente annunciato.

Organizzazione del lavoro e sicurezza: un legame spesso sottovalutato

La sicurezza sul lavoro si affronta troppo spesso come un insieme di adempimenti separati: DVR, formazione, nomine, procedure ma nella pratica quotidiana il rischio nasce quasi sempre da inefficaci e, a volte scriteriate, scelte organizzative nella gestione della sicurezza sul lavoro:

  • tempi di lavoro non compatibili con le misure previste
  • ruoli di controllo formalmente assegnati ma poco presidiati
  • comunicazione insufficiente tra chi progetta il lavoro e chi lo esegue

In questi contesti, anche il miglior documento di valutazione rischia di rimanere sulla carta.

Vigilanza e controllo: non solo presenza, ma efficacia

Un altro elemento ricorrente negli eventi infortunistici è la debolezza della vigilanza.

Non si tratta semplicemente di “essere presenti”, ma di attivare tutta una serie di pratiche corrette con l’obiettivo di:

  • avere chiaro cosa controllare
  • intervenire quando emergono scostamenti
  • non delegare la sicurezza esclusivamente all’esperienza dei lavoratori

Quando il controllo diventa formale o episodico, il sistema perde la capacità di correggersi.

La prevenzione come processo continuo

Pensare che la sicurezza “funzioni” perché non sono accaduti infortuni è uno degli errori più comuni. L’assenza di eventi non è infatti un indicatore affidabile di efficacia.

La prevenzione reale è un processo continuo e costante, fatto di:

  • osservazione del lavoro reale
  • ascolto dei segnali deboli
  • aggiornamento delle misure in funzione di come il lavoro evolve

È in questa fase che si gioca la differenza tra un sistema di sicurezza in grado di reggere e uno che invece cede di fronte alle prime criticità.

Quando il sistema fallisce

Quando un infortunio grave avviene, spesso emergono a posteriori elementi già noti:

  • criticità segnalate ma non affrontate
  • deviazioni accettate nel tempo
  • scelte organizzative mai rimesse in discussione

In questi casi, parlare di evento imprevedibile serve solo a evitare una riflessione più scomoda, ma necessaria: la sicurezza si era progressivamente indebolita, fino al punto di rottura.

La sicurezza sul lavoro non fallisce all’improvviso ma mostra tutti i suoi limiti quando si smette di interrogarsi su come il lavoro viene realmente svolto, quando cioè le criticità diventano consuetudine e l’organizzazione si abitua a convivere con il rischio.

Prevenire significa riconoscere questi segnali prima che diventino eventi: non si tratta di un esercizio formale, ma di una responsabilità organizzativa continua nella gestione della sicurezza sul lavoro.

Per questo sul sito Sicureos sono disponibili percorsi formativi dedicati a:

  • valutazione dei rischi e DVR,

  • rischio incendio e gestione delle emergenze,

  • ruoli e responsabilità nella sicurezza sul lavoro,

  • formazione base e specifica dei lavoratori.

👉 Approfondire questi temi attraverso una formazione mirata significa rafforzare l’organizzazione prima che il sistema mostri le sue fragilità.

Sicurezza sul lavoro e prevenzione degli infortuni in cantiere: organizzazione delle attività e gestione del rischio operativo.

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