Normativa

Il Decreto Sicurezza Lavoro 2025 è legge: cosa cambia davvero nella pratica quotidiana delle aziende

Il Decreto Sicurezza Lavoro 2025 (D.L. 159/2025), oggi legge dello Stato, nasce con un obiettivo chiaro: rafforzare la prevenzione degli infortuni andando a colpire alcuni punti deboli noti del sistema, senza riscrivere il Testo Unico sulla sicurezza.

Non introduce un nuovo D.Lgs. 81/2008, ma interviene su come il lavoro viene organizzato, controllato e gestito, soprattutto nei cantieri, negli appalti e nei settori più esposti.

In questo articolo proponiamo una lettura operativa e concreta: cosa cambia davvero per le aziende e perché conviene muoversi subito.

Il Decreto Sicurezza Lavoro 2025 non è una rivoluzione normativa, ma una stretta sull’organizzazione del lavoro

Chi si aspettava una riforma radicale della sicurezza resterà deluso. Chi invece lavora ogni giorno con DVR, cantieri, formazione e sorveglianza sanitaria capirà subito il messaggio del legislatore:

meno carta formale, più tracciabilità, più responsabilità lungo la filiera.

Il decreto interviene infatti su:

  • appalti e subappalti,
  • patente a crediti,
  • formazione dei lavoratori,
  • sorveglianza sanitaria,
  • cultura della prevenzione (mancati infortuni).

Appalti e subappalti: il legislatore stringe i nodi che si allentano nei cantieri

Uno dei punti centrali riguarda la gestione delle persone che entrano nei cantieri.

Tessera di riconoscimento “anticontraffazione”

Nei cantieri in appalto e subappalto viene rafforzato l’obbligo della tessera di riconoscimento, che dovrà avere un codice univoco (anche digitale). Il messaggio è semplice: sapere sempre chi sta lavorando, per chi e con quale titolo.

Non è una novità assoluta, ma diventa uno strumento di controllo molto più incisivo, soprattutto per contrastare:

  • subappalti opachi,
  • lavoro irregolare,
  • presenza di personale “non tracciato”.

Notifica preliminare: basta zone d’ombra sui subappalti

La notifica preliminare dovrà indicare anche le imprese subappaltatrici. Questo obbliga committenti e imprese affidatarie a tenere sotto controllo l’intera catena, non solo il primo livello.

👉 È un passaggio chiave: molte criticità in materia di sicurezza nascono proprio dove il controllo si indebolisce, cioè nel subappalto.

Patente a crediti: meno tolleranza, più conseguenze reali

Con il Decreto Sicurezza Lavoro 2025, la patente a crediti diventa uno strumento più “tagliente” e con conseguenze concrete per le imprese non organizzate.

  • La sanzione per chi opera senza patente sale fino a 12.000 euro.
  • Le decurtazioni legate al lavoro irregolare diventano più severe e legate al singolo lavoratore, non più a valutazioni generiche.

Dal 1° gennaio 2026 il sistema entra in una fase più matura: non basterà “mettersi in regola all’ultimo momento”, ma servirà organizzazione stabile.

Formazione: non solo obbligatoria, ma tempestiva e qualificata

30 giorni per formare nei settori più esposti

Nei settori ristorazione e turismo, formazione e addestramento dovranno essere completati entro 30 giorni dall’inizio del lavoro.

È una risposta a un problema noto: lavoratori inseriti rapidamente, spesso senza una formazione reale, in contesti ad alto turnover.

Chi forma dovrà dimostrare di saperlo fare

Il decreto apre anche a una revisione importante:
un Accordo Stato-Regioni definirà criteri più stringenti per l’accreditamento dei soggetti formatori.

Questo segna un cambio di passo:

  • meno formazione “di facciata”,
  • più attenzione a competenze, esperienza e organizzazione.

Mancati infortuni: la prevenzione prima dell’evento

Per le aziende sopra i 15 lavoratori arrivano linee guida nazionali sui “near miss”, cioè i mancati infortuni.

Non è un adempimento burocratico in più, ma un cambio culturale:

  • analizzare ciò che poteva andare male,
  • prima che qualcuno si faccia male davvero.

Chi lavora seriamente sulla sicurezza sa che gli infortuni gravi non arrivano mai all’improvviso.

Sorveglianza sanitaria: più salute, non solo idoneità

Il Decreto Sicurezza Lavoro 2025 rafforza il ruolo del medico competente:

  • visite da svolgere in orario di lavoro (salvo la preassuntiva),
  • attenzione alla prevenzione oncologica,
  • possibilità di intervento mirato in caso di sospetto uso di alcol o sostanze nelle attività ad alto rischio.

La direzione è chiara: la sorveglianza sanitaria non è solo “firma di idoneità”, ma parte integrante della prevenzione.

Protezione civile e volontariato: regole chiare anche nelle emergenze

Viene introdotta una disciplina specifica per il volontariato di protezione civile, chiarendo come si applicano formazione, addestramento e tutela della salute anche in contesti emergenziali.

Un tema spesso lasciato in secondo piano, ma cruciale quando si passa dalla teoria all’intervento reale.

Conclusioni

In sintesi, il Decreto Sicurezza Lavoro 2025 va letto come un cambio di approccio: meno tolleranza per l’improvvisazione, più responsabilità lungo tutta la filiera, più attenzione ai processi e non solo ai documenti.

  • meno tolleranza per l’improvvisazione,
  • più responsabilità lungo tutta la filiera,
  • più attenzione ai processi, non solo ai documenti.

Chi si limita ad “aggiornare il DVR” rischia di arrivare tardi.

Chi invece ripensa organizzazione, controlli, formazione e ruoli, trasforma la norma in un vantaggio reale.

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Infografica sulle novità del Decreto Sicurezza Lavoro 2025 (DL 159/2025): badge elettronico di cantiere, patente a crediti più severa, controlli ispettivi rafforzati, formazione di qualità e sorveglianza sanitaria estesa.

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